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14 luglio 2016

La fine esatta.


L'ultimo episodio è stato un bastardo. 
Sapevo dove doveva portare il tutto, ma non riuscivo a capire come arrivarci in modo semplice e sintetico (perché se questa serie mi ha insegnato qualcosa di inestimabile è che Meno è sempre Più). Poi come al solito si è risolto tutto a tavole quasi fatte, durante delle fredde giornate alla Maison Des Auteurs di Angoulême.

L'ultima tavola soprattutto, che si ferma un attimo prima di dove volevo che la Ginger arrivasse, in realtà è il momento giusto in cui sarebbe dovuta arrivare.

Come Rico Ferris, la Ginger è un pezzetto che se ne va e che già mi manca tantissimo.

Il gran finale della prima serie noir di Mammaiuto è e sarà sempre QUI.

Buona lettura a voi.
E buon viaggio alla Ginger.

11 luglio 2016

Poche parole.


Ma molti fatti, e tutti QUI.

Domani intanto finisce la serie su web, ma rimarrà sempre e comunque su Mammaiuto. Un finale lungo e dolente, che era forse l'unica cosa che sapevo quando ho iniziato a lavorare ad ESATTO.

6 luglio 2016

Verso la fine.



La Ginger finisce il suo viaggio martedì prossimo, 12 luglio 2016, con un finale lungo il triplo.
Ultimo lavoro, ultimi pugni, ultimi morti.
Il resto delle 19 puntate di ESATTO la leggete su Mammaiuto.it, esattamente QUI.

(In sovrimpressione: una prova di cover per la versione cartacea in uscita a settembre. Scartata.)

13 maggio 2016

Tutto brucia.

Come dicevo nel post precedente, ieri ho chiuso l'ultimo episodio di ESATTO.
Il finale, lunghissimo, uscirà il 12 luglio su Mammaiuto.
Intanto le puntate uscite finora potete leggerle tutte QUI.

Ma soprattutto segnalo l'articolo bellissimo di Luigi Bicco che ha scritto sul suo blog riguardo ESATTO e Mammaiuto. 

La soddisfazione del momento in cui capisci che là fuori c'è gente che capisce quello che stai facendo: emozione vera.

Ci sono altre news sulla Ginger, ma ve ne parlo più in là.

Intanto ti saluto, ragazza coi guanti di piombo. Mi mancherai.




1 marzo 2016

La collinetta.


Sto lavorando agli episodi #12, #13 e #14 di ESATTO.
Con gli episodi #10 (di cui una preview sopra) e #11 ho scavalcato la collinetta, da ora è tutto in discesa verso il finale.

Sarò triste quando dovrò dire addio alla Ginger: la cavalcata per allora sarà stata breve, e forse per questo più intensa.

7 luglio 2015

Couleur.




Colorare non è nelle mie corde, fatico moltissimo, ma ormai sono alle ultime battute, e l'effetto finale è decisamente figo.

Stringere i denti, porca puttana.
Prima acquerello, poi digitale.


Stringere.
I.
Denti.

23 settembre 2014

Il retro della Festa.


La Festa Immobile ha i suoi invitati.

Il terzo libro di MOONED. 230 pagine, 10,5 x 21, b/n, 14 euro.

Se va tutto bene, la trovate in anteprima all'Area INKitchen del Treviso Comic Book Festival (questo weekend), altrimenti direttamente in Self Area a Lucca Comics & Games 2014.

25 maggio 2014

Due parole su lune e quant'altro.


Quando racconti qualcosa ci sei dentro. Ci sei davvero, in pieno, totalmente. 
Vivi in quel mondo che stai raccontando, e ti ci muovi con le sue regole, respiri la sua aria.

Ho lavorato a MOONED incessantemente da febbraio 2012 a marzo 2014. Incessantemente vuol dire: ogni giorno. Più di settecento giorni sopra una piccola lunetta persa nello spazio. 
E non è l’unica cosa che ho fatto in questo lasso di tempo, e nemmeno l’unica storia che ho raccontato. Però, non appena la testa era libera, non potevo fare a meno di ritrovarmi lassù. E mi piaceva.

MOONED all’inizio era uno sbaglio: una sceneggiatura brutta e stupida per un racconto breve. Gli insulti dei colleghi dell’allora appena nata Mammaiuto (“hai il motore di una Ferrari e ci scoreggi in cortile”) e un consiglio buttato lì dal Trinchero, mentre ci urlavamo addosso su Skype (“ma fatto così è una puttanata, qui ci starebbe la camera fissa”) e BANG, era fatta, avevo capito: avrei raccontato una storia di pseudofantascienza, una serie per web a strisce, godibile a pezzi ma ancor più nella sua interezza; che fosse anche una riflessione sulla condizione umana e universale di ignoranza e fragilità; un’esplorazione della fantasia e del medium fumetto; un viaggio leggero nell’inutilità della speranza e della solitudine.
Tutto fu calcolato al millesimo e la storia si è svolta alla perfezione, secondo i piani.
Bello, eh?

Cazzate.
MOONED è stata una continua sterzata in quello che la realtà mi propinava giornalmente e che io vendevo, rimpastato, ai lettori di Mammaiuto.it su un bancone appositamente lucidato.
Ho messo così tanto di me dentro la serie, così tanti pensieri e desideri e tensioni e paure ed epifanie e mancanze ed esperienze, da non riuscire più a distinguere nettamente chi era alla guida del carrozzone.
Col senno di poi, sembra quasi che sia venuto tutto fuori da sé: per quanti piani, progetti e riscritture facessi, Rico, la luna e Malzy andavano per i cazzi loro. Non volevano farsi imbrigliare. Era come se le venti vignette che compongono ogni tavola fossero già lì, incise sui fogli, salvate su Photoshop, pronte per essere messe sul web.
Nonostante tutto, è stata una faticaccia.

In questi due anni ho vissuto di tutto. Di tutto, credetemi. Come ha potuto questo non cambiare in corsa la storia e ciò che volevo dire con essa, se ne facevo parte ad un livello così reale?
Be’, secondo alcuni lettori la serie racconta l’incapacità per l’uomo di imparare.
Secondo altri, è un’archivio anarchico e inconsapevole di nozioni metanarrative.
Secondo altri rappresenta la mia condizione di staticità psicofisica, un modo di esorcizzare blocchi e catene di cui non posso liberarmi nel reale.
Ognuno ci ha letto e visto un po’ quello che voleva.

Ora vi dico come la vedo io, in breve: Rico è il Presente; Malzy il Futuro e la luna il Passato, l’insieme di tutte le esperienze che portano un uomo ad essere quello che è.
Oppure: Rico è la Vita; la luna la Morte e Malzy la Speranza.
Oppure ancora: Rico è la Paura; Malzy è la ricerca della Verità e la luna è la Terra, la rugginosa bugia da cui non possiamo scendere.
Bello, eh?

Cazzate, Di nuovo.
MOONED è tutto quello che volete. E’ roba vostra, non mia. Una volta uscita dalle dita questa è tutta roba vostra, se vi piace. E io un po' ci spero.

MOONED è, a conti fatti, quello che avrei voluto che fosse. Giuro.
E non lo sarebbe potuto diventare senza i Mammaiuti, che mi hanno tenuto sulla retta via, con i loro calci nel culo e le loro pacche sulle spalle.
Grazie a chi l’ha letto, a tutti quelli che hanno sostenuto la serie e si sono affezionati a Rico e al suo folle mondo.
Grazie a chi ha comprato i libri, a chi ci ha voluto per forza un mio disegno.
Grazie a chi ha messo la matita e il cervello al servizio di Ferris e soci.
Grazie a chi mi ha aiutato, standomi vicino, a portare MOONED a termine e ha dato spunti e idee senza chiedere nulla in cambio.

Mi mancherai, Rico Ferris. 
Bon voyage.


21 maggio 2014

Un dj sulla luna.


Abbiamo anche il dj per il Funeral Party di MOONED, e che dj: Aladyn!
Lo troverete in console, con un Blocco Sequenziale Lunare, fatto apposta per l'evento.

Meno due giorni alla partenza...ready to party?

15 marzo 2014

E quattro.


E' uscita ieri l'ultima, shockante, puntata della terza serie di MOONED, proprio QUI.
Venerdì prossimo invece inizia la Fase Quattro, l'ultima stagione, "La Festa Immobile": dieci episodi, velocissimi, l'ultimo dei quali lunghissimo, per salutare Rico Ferris (o chiunque sia) e la sua piccola luna.

Proprio oggi ho chiuso l'ultimo episodio, il 100.
Non m'è scappata la lacrimuccia, ma quasi.

13 marzo 2014

Anche le lune finiscono.


L'ultimo, lunghissimo episodio di MOONED si apre così.
Il numero 100.
Voi lo leggerete il 23 maggio, io, se tutto va bene, lo finisco nei prossimi due o tre giorni. Che tristezza.

Intanto domani su Mammaiuto esce l'ultimo episodio di "Il tempo immobile", la terza serie, che porterà direttamente all'ultima velocissima serie, la quarta: "La festa immobile".
Non perdetevelo.

11 aprile 2013

Califfi.

IL CUGINO ci dice arrivederci. A modo suo. E come il migliore dei califfi, non esclude il ritorno.

Tutte le 102 strisce che compongono questa prima, lunga cavalcata scritta da Alessandro Zannoni e fumettata dal sottoscritto rimangono a disposizione sul Tumblr, e non dimenticate che c'è anche un bel libro da comprare.

Tornerà, abbiate fede.

18 gennaio 2013

Continua.


Fine della "Fase Uno" di MOONED. 
La puntata n° 40 la trovi QUI.

Si ricomincia a febbraio con la seconda serie, "L'amore immobile", e con la stessa numerazione, dopo un paio di settimane di pausa. Pausa manco tanto, perché venerdì prossimo esce un'altra cosa mia: sempre su Mammaiuto, breve e a colori.

Insomma, continua.

25 luglio 2012

Finale.


Bestemmie.
E non perché sia finita la serie, ma perché è cominciata.

Passo indietro. Settembre 2011: Mammaiuto dà il via alle danze e non ho una storia che possa adeguare ad una serie di strisce che non mi porti via tantissimo tempo, perché nel frattempo sto facendo il mio primo libro (GATTI DI COLLODI, n.d.a.), le prove per IL CUGINO, qualche commissione e qualche esame all'università. 
E allora penso: perché non raccontare la mia infanzia pseudo-disastrata? Niente script, né storyboard. Episodi e gag ne ho a bizzeffe, tutte in testa. Dài. E perché non farlo con volgarissimo humor e non con il solito vecchio noir?

Ci siamo. Ci provo. 
Viene fuori una storia insensata, un plot sfilacciato, nessuna definizione dei personaggi secondari (che sono tipo venti). La serie all'inizio, diciamolo, promette. Poi si rivela quella che è.
Vado avanti settimana dopo settimana, dò la precedenza ad altri lavori.
Finirà a schifio, lo so anch'io.

Tutto questo per dire: il finale è sempre la prima cosa. Me lo sono ripromesso tempo fa, quando ho capito come funzionano le storie: se non ho un finale che spacca non perdo tempo nemmeno a pensare il resto della storia. 
Con THE PAGANOS non è andata così, e si è visto.
Mai più. Mai.

Rileggo il post prima di pubblicarlo, mi sa tanto di scuse con me stesso. E non mi sembra giusto perché, cagata dopo cagata, alla fine mi sono divertito.