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9 dicembre 2016

Inchiostri in progress.


Sì, lo so, non aggiorno il blog da un mese, ma la vita colpisce duro, stavolta più che mai.

E io rispondo facendo sempre più fumetti.







Non sono solito postare i cazzi miei. 
La vita è vita, i social sono lavoro, e il lavoro resta lavoro. La vita è altro.
Quindi bona lì, e fumetti siano.

Sto lavorando ad una storia breve che si intitola LA CIVILTA' QUANDO MENO TE L'ASPETTI. Sto inchiostrando le ultime pagine, tempo un paio di settimane e so che fine le faccio fare.

4 luglio 2016

Un cerchio si chiude.


Sabato scorso ho presentato THE CORNER al Fumettopoli di Arezzo, fumetteria a due minuti a piedi da casa mia.

Una bella emozione fare le dediche e parlare del libro in un posto dove sono praticamente cresciuto, dove ho passato migliaia di ore da pischello a spulciare gli scaffali e scegliere quei fumetti che avrei portato a casa e che, nel bene o nel male, mi avrebbero formato. 
Come se si fosse chiuso un cerchio e altri si fossero aperti, qualcosa del genere.


Grazie ad Angelo, la presentazione è un'idea sua, e a tutti quelli che sono intervenuti.
Magari lo rifacciamo.

8 luglio 2015

The Lost weekend.



Lo scorso weekend sono stato a Leggere Fa Male, singolare rassegna letteraria che si tiene fra le colline di Sarzana.
Era un paio d'anni che, per vari motivi, non riuscivo a partecipare.


Relax, chiacchiere, bagni in piscina, workshop di letteratura creativa e la sera presentazione al porticciolo di Bocca di Magra: io, Milena Prisco, Paolo di Orazio e Ivano Porpora sul palco a presentare i rispettivi libri, a nostra volta presentati da Alessandro Zannoni.


Ci siamo divertiti, e manco poco.


Grazie allo zio Zanna che si è sbattuto per organizzare una cosa bella, e come al solito è venuta ancora meglio di quanto previsto.


E grazie anche a tutti gli altri presenti (sono davvero troppi, ma loro sanno chi sono).


All'anno prossimo.


(Foto di Sabrina Minetti.)

22 marzo 2015

Non chiedete.

Quando sono al telefono e ci sono pezzetti di carta a portata di mano o Photoshop aperto, di solito, faccio facce.




Non chiedetemi perché.
Non saprei proprio.

19 marzo 2015

Il sistema.


No, non è tutto, anzi.
Infatti prima del sistema c'è l'idea. 

E l'idea è questa: prendere le cose che facevo anni fa...



...unirle alle cose che sto facendo adesso...



...e ritrovarsi in mano qualcos'altro.


Il sistema viene dopo.

17 marzo 2015

Tre anni di luna pieni.



Più penso che avrei potuto tranquillamente farla andare avanti all'infinito senza stufarmi nemmeno un po', più sono convinto che dare una chiusura alla storia in 100 episodi mi abbia permesso di far passare meglio tutto quello che avevo da dire senza annacquare il tutto.

Già tre anni: ne sono girate di lune da allora.
E, chissà perché, mi sento ancora lassù.

21 febbraio 2015

Velocità.


Sono ancora in mezzo a trenta (iperbole, n.d.a.) progetti contemporaneamente e le settimane vanno veloci come non mai, mentre mi dicono che confondo la fretta con la velocità.
E' una cosa su cui rifletto, mentre mi metto a lavorare su altri dieci (iperbole, n.d.a) nuovi progetti.


Scherzi a parte: è una frase che mi fa riflettere molto, ma per la quale non trovo appiglio in me. E non riesco a capacitarmi del fatto che, no, non confondo fretta e velocità per il semplice fatto che per me sono ormai la stessa cosa.
Purtroppo o per fortuna.

A questo e al libro che sto facendo e alle due storie brevi da fare entro primavera e al nuovo progetto per Mammaiuto: a questo penso mentre guardo le prime foto dell'edizione spagnola di THE CORNER, pubblicato da Spaceman Books.



Si è fatto tardi, scappo.

24 settembre 2014

28 luglio 2014

Estate un cazzo.

Senza internet, chiuso in casa durante un'estate che chiamarla estate è un'insulto.
Ho tipo dieci minuti prima che la biblioteca chiuda, ma dovrei farcela a dire quanto basta, ovvero che:

1) presto uscirà un reportage del Festival Collisioni 2014, fatto da me e Emanuele Rosso; 


2) Siamo alle ultime, impegnative correzioni di UN LUGNO CAMMINO. In stampa presto, intanto in prevendita QUI.


3) Grandi news per THE CORNER, ma aspettiamo l'uscita in Francia per rivelarle. Qui di seguito: l'evoluzione di Italo, dal 2011 al 2014.


4) Sto facendo un'altra cosa, bella e grande, che vi dico poi. Fra poco.

24 giugno 2014

Me by 7.

Sessione di Skype di lavoro.
Io parlo di cose importanti
Andrea Settimo mi disegna.
Checcevoletefà.


25 maggio 2014

Due parole su lune e quant'altro.


Quando racconti qualcosa ci sei dentro. Ci sei davvero, in pieno, totalmente. 
Vivi in quel mondo che stai raccontando, e ti ci muovi con le sue regole, respiri la sua aria.

Ho lavorato a MOONED incessantemente da febbraio 2012 a marzo 2014. Incessantemente vuol dire: ogni giorno. Più di settecento giorni sopra una piccola lunetta persa nello spazio. 
E non è l’unica cosa che ho fatto in questo lasso di tempo, e nemmeno l’unica storia che ho raccontato. Però, non appena la testa era libera, non potevo fare a meno di ritrovarmi lassù. E mi piaceva.

MOONED all’inizio era uno sbaglio: una sceneggiatura brutta e stupida per un racconto breve. Gli insulti dei colleghi dell’allora appena nata Mammaiuto (“hai il motore di una Ferrari e ci scoreggi in cortile”) e un consiglio buttato lì dal Trinchero, mentre ci urlavamo addosso su Skype (“ma fatto così è una puttanata, qui ci starebbe la camera fissa”) e BANG, era fatta, avevo capito: avrei raccontato una storia di pseudofantascienza, una serie per web a strisce, godibile a pezzi ma ancor più nella sua interezza; che fosse anche una riflessione sulla condizione umana e universale di ignoranza e fragilità; un’esplorazione della fantasia e del medium fumetto; un viaggio leggero nell’inutilità della speranza e della solitudine.
Tutto fu calcolato al millesimo e la storia si è svolta alla perfezione, secondo i piani.
Bello, eh?

Cazzate.
MOONED è stata una continua sterzata in quello che la realtà mi propinava giornalmente e che io vendevo, rimpastato, ai lettori di Mammaiuto.it su un bancone appositamente lucidato.
Ho messo così tanto di me dentro la serie, così tanti pensieri e desideri e tensioni e paure ed epifanie e mancanze ed esperienze, da non riuscire più a distinguere nettamente chi era alla guida del carrozzone.
Col senno di poi, sembra quasi che sia venuto tutto fuori da sé: per quanti piani, progetti e riscritture facessi, Rico, la luna e Malzy andavano per i cazzi loro. Non volevano farsi imbrigliare. Era come se le venti vignette che compongono ogni tavola fossero già lì, incise sui fogli, salvate su Photoshop, pronte per essere messe sul web.
Nonostante tutto, è stata una faticaccia.

In questi due anni ho vissuto di tutto. Di tutto, credetemi. Come ha potuto questo non cambiare in corsa la storia e ciò che volevo dire con essa, se ne facevo parte ad un livello così reale?
Be’, secondo alcuni lettori la serie racconta l’incapacità per l’uomo di imparare.
Secondo altri, è un’archivio anarchico e inconsapevole di nozioni metanarrative.
Secondo altri rappresenta la mia condizione di staticità psicofisica, un modo di esorcizzare blocchi e catene di cui non posso liberarmi nel reale.
Ognuno ci ha letto e visto un po’ quello che voleva.

Ora vi dico come la vedo io, in breve: Rico è il Presente; Malzy il Futuro e la luna il Passato, l’insieme di tutte le esperienze che portano un uomo ad essere quello che è.
Oppure: Rico è la Vita; la luna la Morte e Malzy la Speranza.
Oppure ancora: Rico è la Paura; Malzy è la ricerca della Verità e la luna è la Terra, la rugginosa bugia da cui non possiamo scendere.
Bello, eh?

Cazzate, Di nuovo.
MOONED è tutto quello che volete. E’ roba vostra, non mia. Una volta uscita dalle dita questa è tutta roba vostra, se vi piace. E io un po' ci spero.

MOONED è, a conti fatti, quello che avrei voluto che fosse. Giuro.
E non lo sarebbe potuto diventare senza i Mammaiuti, che mi hanno tenuto sulla retta via, con i loro calci nel culo e le loro pacche sulle spalle.
Grazie a chi l’ha letto, a tutti quelli che hanno sostenuto la serie e si sono affezionati a Rico e al suo folle mondo.
Grazie a chi ha comprato i libri, a chi ci ha voluto per forza un mio disegno.
Grazie a chi ha messo la matita e il cervello al servizio di Ferris e soci.
Grazie a chi mi ha aiutato, standomi vicino, a portare MOONED a termine e ha dato spunti e idee senza chiedere nulla in cambio.

Mi mancherai, Rico Ferris. 
Bon voyage.


1 dicembre 2013

Stretto.

Mi sento un po' ristretto, ultimamente. 


Sarà perché la mia vita è cambiata parecchio, nelle ultime settimane. O perché sto per finire MOONED; o perché Andrea Settimo va come un treno su THE CORNER e la resa dei conti
si avvicina.


O perché Sam, io e Frnk stiamo tenendo botta su UN LUNGO CAMMINO mantenendo alta qualità nonostante tutto (e giovedì prossimo esce il nuovo episodio, segnatevelo).


O perché Angouléme e il conseguente viaggio in Francia si avvicina; o perché ho iniziato tre nuovi progetti da sceneggiatore (di cui uno con Dario Grillotti), tutti molto impegnativi. 


O perché sto lavorando da poco a qualcosa scritto a quattro mani con Dj Aladyn e da me disegnato, che se ce la giochiamo bene spaccherà diversi culi.


Oppure per tutte queste cose messe insieme, unite a scelte dolorose ma dovute, ad amici in crisi, alle botte della vita, alla necessità di semplificazione. Il solito, insomma.

12 luglio 2013

Partire.


Stasera sarò al festival "Toner" di La Spezia con Mammaiuto.

Lunedì vado in Puglia. Una settimana. In vacanza.

Dal 26 Luglio sarò a mettere la bella cittadina di Sarzana a soqquadro assieme al folle gruppo di scrittori di "Leggere Fa Male".
E poi mi sposterò un altro po', fino alla fine dell'estate.

Ho lavorato come un nigga nelle ultime settimane e mi viene male a pensare la quantità di roba che ancora devo fare da qui a ottobre. 
Vorrei dirti di più, ma per ora non si può.
E poi sono cotto a puntino.

Qua sopra: tavola uno di un nuovo progetto. 
Un adattamento. E uno sparo nel buio.

Giro la chiave, premo la frizione, ingrano la prima.
Vado.

5 maggio 2013

...e poi muori.

Pochissime parole, quasi zero.
Anche perché in giro è già stato detto tanto; un tanto che comunque non può dare l'idea di come mi sia divertito al mio primo Napoli Comicon e durante la mia convivenza da reality di "Futuro Anteriore: Archireality" con Eleonora, Laura e Andrea.

Un'esperienza spazio-temporale, bellissima, che oltretutto mi ha fatto innamorare all'istante della città.

E ora un bel po' di foto, quasi tutte rubate.

















































Grazie a Michele Ginevra, ad Andrea Alberghini, ai ragazzi del CFAPAZ, ma soprattutto ad Alino. 
Grazie alle vecchie conoscenze e al Ciampi; alle nuove conoscenze e ai ragazzi di XL; al limoncello, ai babà, alle fritture, ad Aisha, alle notti insonni, ma soprattutto ai tre reclusi con cui, diciamolo, è stato un bel lavorare.

Dicono: "Futuro Anteriore ci ha sempre preso".
Dico io: "Mi sono divertito un mondo, e per ora tanto basta".


La storia breve che ho fatto in quei giorni ve la faccio vedere poi.