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17 novembre 2015
Con ordine.
Allora, prima di tutto c'è un'asta di AMAZZONI con tanto di disegni degli autori. Questo sopra è il mio:
"Prezzo basa d'asta 20 euro (spedizione con raccomandata inclusa). Per partecipare Vi ricordo che basta postare (su Facebook, n.d.a.) un Vs commento con la cifra che intendete offrire. Ci sarà una intera settimana di tempo per farlo dato che questo primo giro di aste finirà allo scoccare della mezzanotte di domenica 22 novembre 2015".
Segue qualche notizia di interesse:
- il Trinchero risponde a quelli che "Mammaiuto si è venduta a Shockdom, il sogno degli indipendenti è smettere di esserlo, etc" proprio QUI;
- altro articolo del Trinchero, stavolta su Charlie Hebdo, e quattro giorni prima degli eventi di Parigi dello scorso weekend;
- sabato scorso era anche il mio compleanno e mi sono preso una piccola pausa, anche se non sembrava;
- ecco la prima recensione dell'antologico UN RAGAZZO, by Paper Moon;
- e QUI trovate cinque fumetti da leggere nel weekend secondo GQ, e, indovina un po', c'è pure il primo antologico Mammaiuto;
- anche Fumettologica parla del nostro antologico, e lo fa piazzandolo tra le conferme della scorsa Lucca Comics;
- con l'episodio #21 MOONED in Inglese si ferma per un po': devo trovare il tempo di tradurre le altre 79 strisce;
- oggi alle 14 e qualcosa esce la seconda puntata di ESATTO.
E' tutto, mi pare.
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Un Ragazzo
6 febbraio 2015
Charlie a Milano.
Dal 7 febbraio al 15 marzo al Museo del Fumetto WOW di Milano si terrà la mostra "Siamo Tutti Charlie": ci trovate anche il mio omaggio (perché mi è stato chiesto, come educazione e legge vogliono).
Facci un salto.
17 gennaio 2015
Tempi interessanti.
Tempi interessanti per essere fumettisti.
Riepilogo veloce della situazione: il Corriere della Sera ha pubblicato un libro, in allegato al quotidiano, intitolato JE SUIS CHARLIE e che raccoglie decine e decine di vignette di autori italiani, francesi, spagnoli e americani.
Scopo dell'operazione: donare il ricavato in beneficenza al magazine, recentemente vittima di un sanguinoso attentato, Charlie Hebdo.
Messaggio dell'operazione: difendere la libertà di parola.
Gli autori delle vignette non sono stati avvertiti. Le opere sono state prese da internet e pubblicate senza alcun permesso e senza alcuna liberatoria.
Fra quelle vignette, ce n'è una mia.
Parte non trascurabile della vicenda: il CdS ha rifiutato di mettere nel libro le vignette blasfeme che hanno portato all'attentato della settimana scorsa, in nome del rispetto e della sensibilità altrui.
Nessuno degli autori presenti avrebbe voluto farsi pubblicare in un libro con questa assurda politica.
Scoperta la cazzata, si è alzata una bella onda d'indignazione, gli autori che sono riusciti ad unirsi in gruppo hanno fatto banda e l'incazzatura è mutata in un piccolo movimento d'azione, che ancora è attivo. In un paio di giorni alcuni di noi hanno deciso di lasciarsi la questione alle spalle, molti altri no.
All'indignazione popolare, il CdS ha cercato di replicare senza (a tutti gli effetti) scusarsi, ma appigliandosi a motivazioni irrealistiche e arroganti. De Bortoli, direttore del CdS, ha preso la parola ed è comunque riuscito, se non a fare peggio, a non scusarsi davvero.
Il giornalista Rastelli, ieri, ha pubblicato le scuse tanto anelate da alcuni autori, per poi scoprire, con nostra somma sorpresa, che...non sono scuse.
Tutto molto imbarazzante, e molto insufficiente.
E finché personalità del Cds, come la marketing manager, continuano a scrivere cose così, la situazione non può migliorare:
E' tutto gravissimo, e crea un precedente molto pericoloso ed evidente: ne sono minacciati il diritto d'autore, il nostro lavoro e la nostra credibilità professionale.
Domani se ne riparla, state tranquilli.
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8 gennaio 2015
Je suis, tu es, nous sommes.
Ho provato a scrivere qualcosa ma non sono in grado.
Non sono capace, non sono abbastanza informato, non ho abbastanza senso critico. E sono ancora un po' scosso, quindi meglio stare zitti.
Continuo a pensare che quella gente è morta perché faceva vignette.
Quelli sono morti perché raccontavano.
Sai quanti giornalisti hanno ammazzato prima di loro?, mi sento dire.
E allora perché mi fa così effetto?, mi rispondo
Ieri qualcosa mi ha fatto bruciare la sedia sotto il culo. Appena ho avuto un attimo, all'una di notte, ho dovuto fare qualcosa.
Pochissimo, niente: quello che posso.
Mi pare che oggi valga tutto un po' meno.
Poco male, già non valeva un cazzo prima, figuriamoci ora.
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