Visualizzazione post con etichetta moleskine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta moleskine. Mostra tutti i post

28 dicembre 2011

Nel mezzo


Bozza di un vecchio progetto trovata in un quadernetto tutto  ingiallito e sfilacciato. Progetto rinascimentale, per il secondo volume di DREAMS (Double Shot), se non sbaglio. O addirittura per il primo, mah.
Fatto sta che l'ho ritrovato e l'ho colorato. E fa ancora cagare.

Un po' di apatia e di pensieri in questi giorni post-vacanzieri. In mezzo a tante di quelle cose da fare che non riesco a decidermi a cominciarne una. Capite? Due soggetti di diverse pagine da concludere, due tesine da iniziare, gli acquerelli dei GATTI in alto mare, tante mail a cui rispondere, disegnatori da contattare, preparativi per spostamenti vari.
E sto qui a scrivere. Coglione.
Vado a lavorare, va'.

27 dicembre 2011

Un'altra storia su Dio


Dio non ha tempo da perdere, anche ad acquerelli su Moleskina.

Sto scrivendo in questi giorni il soggetto di SPARTA NON PIANGE, storia dalla quale è tratto il personaggio di Ennio.
Poi se ne riparla.

24 dicembre 2011

Macchie


C'era ancora un po' di spazio nella vecchia moleskina, quadratini di due, tre centimetri nei quali ho lanciato qualche macchia di colore.
(A proposito: ho degli acquerelli che gridano vendetta. Una qualità di merda che non immaginate.)
La risultante di una di queste macchie è il trittico "indiano obeso  di profilo-ragazzetto sociopatico-cane serioso".
Chissà che cazzo, mah. Senza un perché.

Senza un perché rimane anche il fatto che il mio ex blog The Bad Living ha registrato, nella sola giornata di ieri, dai cinquecento ai settecento contatti. Che sono tanti, per me.
Senza un perché, appunto.

11 dicembre 2011

Distrarsi

All'università come in tredici anni di scuola dell'obbligo mi riesce benissimo. L'altro giorno ero ad inglese ad ascoltare puttanate sull'inutilissima Jane Austen e mi trovo a scarabocchiare questo:

M'è ripresa voglia di PER FAVORE CERCO LAVORARE. Almeno credo.
Era un bel giochetto, all'epoca. Nel vecchio blog, dico. Funzionava. Piaceva.
Vediamo.

Anche l'illustrazione del post precedente "Una storia su Dio" è stata fatta all'università, sull'ultima pagina della mia Moleskina. 
L'uomo con i cerotti sugli occhi è uno dei tre protagonisti di SPARTA NON PIANGE, e quella è una bozza di una delle scene, diciamo così.

Torno a lavorare.
Buona domenica.

10 settembre 2011

Le storie sono puttane


Non c'è niente da fare. 
Alcune storie, per quanto cerchi di sfuggirgli, ti trovano, ti prendono e ti rigirano come pare a loro. 
Vogliono essere raccontate, lo pretendono. 
E il modo? Cristosanto, nel modo esatto in cui vogliono loro! Proprio così! Senza remore, senza educazione, senza buonsenso. 

Vedete, c'è questa lezione che impari una volta che raccontare diventa una cosa quotidiana. E' una lezione semplice:


Le storie sono puttane.
Puttane egoiste, ubriache. Tutte
Ti dànno loro stesse in toto, al massimo, dandoti in cambio il piacere di prenderle. 
Ma non si fanno tenere per mano, neanche ti permettono un bacio rapido. Quasi tutte, diciamolo. 

Alcune vogliono essere pagate subito, e okay, altre con calma, pian piano. E sono quelle che costano di più.




Le storie sono puttane ubriache di loro stesse.

Questi sketch sono di una di quelle storie. 
Questa in particolare è una puttana calma, e meno male. 
Cioè: pretende, ma con i suoi tempi. Lo sa che ci sono altre troie da cavalcare prima di lei. 
E' furba: lo sa che se mi fa incazzare sono guai, quindi attende buona buona il suo turno.

Oddio, "buona buona". Più o meno.


Questa storia che sto approntando insieme ad un mio amico (che di lavoro fa musica e la manda in onda) è un horror sui generis. Passa attraverso più media. E' da un bel po' che ce l'abbiamo in testa, che cerchiamo di unire quello che fa lui a quello che faccio io, e quest'estate ho finalmente trovato il tempo di buttare giù il soggetto. Dopo un meeting rapido in quel d'Abruzzo, le idee sono un po' più chiare.

Ci vorranno anni, ma lei, la storia, come vi ho detto, lo pretende.


Questi, deo gratias, sono gli ultimi sketches di una moleskina arrivata a fine estate ciancicata, stravolta, distrutta.
Come una puttana montata troppo, direi.
(Ma che io sia dannato se l'ho mai sentita lamentarsi.)

Le storie, diciamolo, sono quello che sono.
Per questo innamorarsi è così facile.


8 settembre 2011

Un po' nero




La mia antica passione per il nero narrativo e per le ombre nette si è pesantemente ridimensionata. Ma sparita: no, assolutamente no.
In cantiere ho ancora qualche noir e un horror, quindi ogni tanto lancio segni cattivi sulla moleskina, giusto per tenermi in allenamento. E con il nuovo stile, be', potrebbe calzare a pennello.
Letteralmente, eh.

5 settembre 2011

Facce




Serie di volti assolutamente a caso fatti sulle spiagge di San Vincenzo, a luglio.
(C'è anche una mano intrusa, chissà perché.)

1 settembre 2011

Un vecchio e qualche mare


Come dicevo ieri: la mia moleskina ha lavorato, quest'estate. Cioè, ho lavorato io, lei prendeva quello che le davo. 
Sotto l'ombrellone in assolate spiagge sarde con dodici amici cazzoni intorno. In mezzo alla boscaglia uggiosa dei lidi tirrenici. In graziosi e accaldati appartamenti abruzzesi.

Ero alla ricerca di un segno che fosse sintetico ma soddisfacesse le solite esigenze, quelle di ogni cazzo di fumettista, esordiente e non: espressività, dinamica, velocità, realismo e qualità. 
Punto. Nient'altro.
Alla fine l'ho trovato, o comunque ho trovato un qualcosa che cercavo da tempo. Il mare mi è stato d'aiuto come al solito.
Vediamo come evolve.

Sopra e sotto: un vecchio e un pescatore visualizzati dopo la lettura del romanzo breve "L'uomo di Londra", di Simenon.